Tenerife

Il 18 novembre 2019 decisi di partire per le isole Canarie. Avendo una sola settimana a disposizione scelsi di visitare solo Tenerife.

Partii nel primo pomeriggio per Barcellona, città in cui feci scalo, e ci rimasi per tre ore. Verso le ore 20.00 presi il secondo volo, quello che dopo tre ore e venti minuti mi permise di raggiungere la mia destinazione, ovvero, Tenerife. Mi trovavo all’aeroporto “Norte”, situato appunto nel nord di Tenerife, e dovevo raggiungere da lì l’alloggio (che avevo prenotato prima di partire) a Santa Cruz, a mezz’ora di distanza in macchina. Ma io non avevo noleggiato una macchina, quindi, dovetti arrangiarmi coi mezzi pubblici. Con l’aiuto del navigatore del mio smartphone mi diressi fuori e attesi il bus numero 20 che non tardò ad arrivare. Acquistai il biglietto direttamente dall’autista e colsi l’occasione per chiedergli quale fosse il modo più conveniente per arrivare alla mia destinazione ed egli molto gentilmente mi consigliò di prendere il tram dopo un tratto percorso in bus.

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Mentre attendevo il tram acquistai il biglietto nell’apposita macchinetta e per accertarmi che il tram passasse da lì chiesi conferma a dei giovani che stavano aspettando anche loro il mezzo. Quando entrai nel tram, distrattamente, dimenticai a timbrare il biglietto, cosa che mi fu ricordata da un gentile ragazzo spagnolo, il quale dopo si rese disponibile a darmi delle informazioni e mi lasciò anche il suo numero nel caso avessi avuto bisogno di aiuto. Apprezzai molto questo gesto che non vedevo dai tempi in cui vissi nella splendida Australia.

Arrivai in alloggio a mezzanotte, orario locale dato che nelle Canarie il fuso orario segna un’ora indietro rispetto all’Italia, e trovai ad aspettarmi la padrona di casa a cui avevo già comunicato il mio arrivo in aeroporto tramite messaggi. Era una giovane ragazza di origini russe che viveva lì insieme al padre, condividendo la propria casa con un ospite, che in quel caso ero io. Ella era visibilmente stanca, per cui, dopo avermi dato delle dritte andò a dormire ed io, sistematomi in camera e fatto la doccia, feci lo stesso.

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L’indomani, di buon mattino, mi preparai per passare la mia prima giornata da turista a Tenerife. La prima tappa del mio itinerario fu una delle migliori spiagge dell’isola: Playa de Las Teresitas! Era una bella giornata di sole, quindi, costume ed infradito e di corsa alla fermata del bus numero 343! In circa mezz’ora arrivai a destinazione, laddove rimasi stupito non solo dalla bellezza della spiaggia ma anche di come era attrezzata: chioschi aperti con all’esterno i tavolini e le sedie; ombrelloni e sdraio ben predisposti; bagni e docce utilizzabili; tantissime persone, alcune delle quali facevano pure il bagno a mare. Era ancora estate piena da quelle parti!

La spiaggia, distante dai centri abitati, è molto grande e sorge alle spalle di una montagna nera. La sabbia fine e dorata, condizionata dalla sabbia proveniente dal deserto del Sahara attraverso i forti venti. Il mare (l’oceano Atlantico) è cristallino, un pò freddo ma abbastanza calmo. Un grande molo circondato da rocce di origine vulcanica segna la fine di questa splendida spiaggia. Pranzai in uno di quei chioschi, bevvi una buona birra locale e poi, a malincuore, lasciai Playa de Las Teresitas per dirigermi al centro di Santa Cruz, la capitale di Tenerife.

Giunto in centro andai a vedere Plaza de Espana, l’auditorio “Adàn Martin”, il castello di “San Juan Bautista” e per finire feci un giro al centro commerciale “Meridiano”.

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La sera avrei voluto andare a bere qualcosa in un pub dalle parti del mio alloggio, ma mi appisolai e quando uscii verso le 22.00, in quella zona un pò desertica, trovai persino difficoltà a trovare un ristorante aperto dove mangiare.

Quello appena trascorso fu il mio unico giorno a Santa Cruz. Dopodiché mi trasferii al sud. Da itinerario avrei dovuto rimanere per il resto della vacanza in un ostello nella città di Adeje. Non fu così. Infatti, dopo le tante difficoltà che trovai per arrivare all’ostello, a causa del fatto che era ubicato in collina, cosa che non mi ero accorto al momento della prenotazione. Arrivai lì distrutto dai tanti metri in salita che avevo percorso insieme ai miei bagagli, e vidi che quell’alloggio era davvero orrendo, la mia camera ancora peggio. Erano le due del pomeriggio e non avevo ancora pranzato, dunque, riscesi al centro città per andare a mangiare qualcosa e nel frattempo cercai su internet un altro alloggio verso i luoghi più turistici dell’isola. Fortunatamente ne trovai uno disponibile a buon prezzo e mi trasferii immediatamente.

Stavolta mi trovavo a Los Christianos, in un ostello a soli 200 metri dal mare denominato Dive resort Ocean Dreams. Era ben strutturato e la mia camera era più spaziosa; anche i miei roommates sembravano più simpatici, tanto che mi sentii subito a mio agio. Dopo aver fatto una bella doccia, andai a mangiare in uno dei tanti ristoranti della zona. Mangiai abbastanza bene e pagai solamente 12 euro per una cena completa accompagnata dalla musica dal vivo ed un’atmosfera serena.

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Il mattino seguente mi alzai presto e tanto euforico di andare ad esplorare dei posti nuovi, soprattutto, nuove spiagge! Feci colazione in un bar e poi mi diressi a Playa de Los Christianos. E’ una grande spiaggia, strapiena di turisti ed anche quella, come le spiagge del nord, attrezzatissima come se fosse ancora estate piena. Di fronte c’è il porto da dove partono i traghetti per le escursioni. La percorsi tutta fino alla parte scogliosa e successivamente mi rilassai un pò.

Nel pomeriggio, dopo aver mangiato un buon panino in un bar italiano, mi incamminai lungo la costa per poter, così, visitare le altre spiagge. Visitai, quindi, Playa de Las Vistas, Playa del Bunker, Playa de Las Américas, Playas de Troya, e vidi anche il Papagayo Beach Club che è un ristorante e lounge bar in spiaggia, il quale, la sera si trasformava nella discoteca più famosa dell’isola. Tutte spiagge molto belle, diverse fra loro, ma la mia preferita fu Playas de Troya.

Ritornai in ostello, ma prima di salire, decisi di acquistare, al prezzo di 51,50 euro (bus incluso) il biglietto di ingresso al celebre parco degli animali denominato “Loro Parque“. La sera, dovendomi alzare presto il giorno dopo, uscii solo per andare a cenare in un ristorantino vicino al mio alloggio. Cena a base di carne, con pane e olio ed un boccale di birra. Pure qui pagai il tutto intorno a 12 euro.

Il giorno successivo uscii di mattina presto per andare a prendere il bus che in un’ora e mezza mi avrebbe portato a Puerto de La Cruz, dove c’era situato appunto, Loro Parque. Laggiù vidi una grande varietà di animali tutti sistemati nei loro habitat artificiali, sebbene ben creati, spaziosi e tenuti puliti dai tanti operai che vi lavoravano appassionatamente. Vidi il gorilla, il formichiere gigante, il leone, la tigre bianca, il ghepardo, la pantera, l’ippopotamo, l’alligatore, e tanti altri animali. Vidi anche varie specie di uccelli, e una grande varietà di pesci nell’acquario in cui, fra gli altri, c’erano lo squalo e la manta. Osservai, inoltre, il tempio dei pinguini, un vero e proprio polo sud creato alla perfezione, con la piccola montagna, il ghiaccio, il lago e persino la neve artificiale che scendeva giù. Infine, ebbi il piacere di ammirare gli spettacoli incredibili dei pappagalli, dei delfini, ma soprattutto lo spettacolo shockante ed emozionante delle orche. (Clicca QUI per vedere il video dello spettacolo completo).

Super soddisfatto a metà pomeriggio tornai in ostello, riposai un pò, e la sera uscii. Per far presto, stavolta, mangiai in un fast-food, così, subito dopo mi incamminai a piedi verso la zona dei locali notturni, ovvero, Las Americas e d’intorni. Strada facendo, sul lungomare vidi parecchi ristoranti e lounge bar in cui poter bere pinte di birra al prezzo di un solo euro. Man mano che mi avvicinavo ai disco pub le strade si riempivano sempre di più di persone, in particolare di giovani alla ricerca del divertimento. Devo dire che da quelle parti quanto a divertimento ce n’era in abbondanza, bisognava però far attenzione a non farsi convincere dagli spacciatori o trascinare dai promoter nei night club. Strada facendo giunsi davanti all’Hard Rock Cafè di Tenerife, molto bella sia dentro che fuori. Conclusi la serata bevendo qualche birra in un pub e verso le 2 del mattino tornai.

Fu sabato, il penultimo giorno prima del mio ritorno. Purtroppo, mi alzai dal letto influenzato e ciò condizionò negativamente la mia giornata. Infatti, avrei dovuto visitare altre due spiagge un pò più a nord sulla costa ovest, Playa Abama e Playa San Juan, ma non ce la feci. Rimasi tutto il giorno a Playa de Los Christianos, feci anche il bagno a mare approfittando della bella giornata, cosa che non avevo ancora fatto a causa del vento. E’ vero, con l’influenza forse avrei dovuto evitare di far il bagno, ma si dice che quando si ha la febbre un bel bagno a mare fa bene, già…ma non a me! La sera la situazione peggiorò tanto che ebbi le forze solo per andare a mangiare, fare un giro in piazza in cui avevano organizzato il wine and food festival, e poi mi ritirai. Mi sarebbe piaciuto passare un bel sabato sera di divertimento nei luoghi più cool di Tenerife, considerando che era pure l’ultima sera, ma pazienza.

Giunse domenica, l’ultimo giorno di questa calorosa vacanza, resa sul finale ancor più calorosa a causa della febbre che continuava a salire, sedata solo dalle medicine che per fortuna mi ero portato da casa. Il check-out dall’ostello era previsto per mezzogiorno, per cui, mi alzai con calma, preparai i bagagli e andai a fare colazione al bar. Al ritorno chiesi se potevo lasciare i bagagli in ostello fino alle cinque del pomeriggio, orario in cui sarei partito per raggiungere l’aeroporto del nord di Tenerife. I proprietari dell’ostello acconsentirono la mia richiesta, quindi, lasciai i bagagli lì ed uscii. Non potevo allontanarmi molto dato che di pomeriggio dovevo partire, e viste anche le condizioni di salute non ottimali. Ne approfittai, comunque, per comprare qualche pensierino per i miei familiari nei negozi di souvenir.

Quando si fece l’ora andai a recuperare i miei bagagli e raggiunsi la fermata del bus 343 che in circa un’ora e mezza mi permise di arrivare all’aeroporto di Tenerife Norte. Alle 19.30 ero già in aeroporto ma mi toccava attendere fino alle 7 del mattino del giorno dopo per partire, benché era quello l’orario di partenza. Vi starete chiedendo: “come mai sei andato in aeroporto la sera prima…?” Ci sono andato molto prima perché partendo alle 7 e dovendo essere per giusta regola in aeroporto almeno 2 ore prima, non avrebbe avuto alcun senso pagare per un’altra notte l’ostello per poi partire alle 3 e mezza del mattino.

Dunque, pensai bene di dormire direttamente in aeroporto finché non fosse l’ora di imbarcarmi. Tutto potevo immaginarmi tranne che l’aeroporto chiudesse a mezzanotte per poi riaprire alle 5 del mattino. Incredibile! Mi crollò il modo addosso! Mi tocco aspettare 5 ore fuori al freddo, seduto su una panchina come uno zingaro, e con la febbre alta. Contai tutte le ore senza dormire neanche un minuto, finché riaprirono, andai a mangiare qualcosa per prendere la medicina per la febbre, che nel frattempo era salita ancor di più, e partii.

Ma come se non bastasse, giunto a Barcellona, scoprii che l’aereo avrebbe ritardato di 3 ore a causa dello sciopero in Italia. Dannazione! In serata, finalmente, arrivai a casa, distrutto ma in tempo per guarirmi.

Tenerife

Considerazioni finali.

Fu una bella vacanza su un’isola baciata dal sole che vanta di una natura formidabile. Le strade sono quasi tutte nuove e abbastanza pulite. C’è tanto turismo ed ovunque vai, specialmente al sud, si respira un’aria festiva. Non è per nulla cara e si può ottenere una buona cena completa con pochi soldi. I mezzi pubblici sono abbastanza efficienti, mentre la metropolitana non esiste.

Ovviamente come tutte le città ha anche i suoi difetti. A parte l’aeroporto del nord che chiude la notte, un’altra cosa che non mi è garbata tanto è stato il fatto che la gente che lavora lì è molto insistente, cercano sempre di convincerti a tutti i costi ad accettare l’acquisto di qualcosa, piuttosto che mangiare nel loro ristorante o entrare nel loro night club, ecc…tutte cose che per uno spirito libero come me possono dare fastidio. Al nord non c’era molto divertimento, mentre il sud ne è pieno. Per quel poco che so non c’è molto lavoro ed è anche poco retribuito, tutto compensato comunque, dal basso costo della vita (tasse incluse). Trattasi, in ogni caso, di semplici considerazioni personali.

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