Barcellona

Barcellona è la città che mi è rimasta particolarmente nel cuore, forse perché proprio là feci il mio primo viaggio all’estero in assoluto. Si trattava di uno stage scolastico realizzato al quarto anno turistico con l’obiettivo di apprendere quello che un giorno sarebbe potuto diventare il nostro lavoro.

Da quel lontano 2005 passarono molti anni per cui difficilmente riuscirò a ricordarmi tutto dettagliatamente ma farò in modo di darvi, comunque, un quadro completo delle cose più belle da vedere e anche, come sempre, di farmi immergere con la mente come se steste visitando realmente questa splendida città.

Partimmo di mattina presto ed arrivammo all’aeroporto di El Prat dopo circa 3 ore d’aereo. Raggiungemmo a piedi la metropolitana situata non molto lontana da lì ed in poco tempo fummo all’hotel dove saremmo rimasti per tutta la settimana di permanenza a Barcellona.

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Il primo giorno ci limitammo a sistemarci, fare un bagno nella piscina dell’hotel e a visitare la zona di quel piccolo quartiere lontano dal centro città in cui era ubicato il nostro albergo. Avevamo l’all-inclusive, quindi, non ci dovevamo preoccupare tanto di andarci a cercare un buon ristorante dove mangiare, ma una birra al bar dopo cena non ce la tolse nessuno.

All’indomani i professori ci obbligarono ad alzarci prestissimo per dare il via alla nostra visita turistica di una delle città più visitate al mondo: Barcellona!

Situata nel nord-est della Spagna e capoluogo della Catalogna, la città si presenta da subito ben organizzata ed accogliente. La metropolitana funzionava bene, infatti, in poco tempo giungemmo a destinazione. Uscendo dalla stazione fummo subito attirati da un’imponente monumento, si trattava della Torre Agbar, un grattacielo di 38 piani inaugurato nel 2005 (neanche a farlo apposta in quello stesso anno) dal re Juan Carlos e sede della società idrica Agbar.

Subito dopo, camminando verso ovest andammo a visitare il monumento simbolo di Barcellona, ovvero, la Sagrada Família. La celebre basilica di Gaudì era incompiuta, proprio per questo motivo vi erano dei lavori in corso.

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Era inverno e faceva un pò freddo ma ciò non ci impedì di passeggiare per le strade di questa attraente città. Proseguendo dritto verso nord andammo a vedere l’articolato Parc Güell, un parco fatto di costruzioni, sentieri e sculture ricoperte di mosaici. Davvero molto bello e particolare. Tornammo in hotel per cena e concludemmo la serata con una birra al solito bar.

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Il terzo giorno cominciammo la nostra visita da Plaça de Catalunya, la grande piazza centrale alberata, ricca di sculture, con negozi e caffetterie. A pochi passi da lì visitammo l’interessante Hard Rock Café di Barcellona, anch’essa molto bella. Subito dopo ci incamminammo sulla Rambla, la principale via turistica della città, un pò come le Champs-Élysées di Parigi. Qui oltre ai tanti negozi, ristoranti, teatri, e tanto altro, avemmo il piacere di apprezzare tantissimi artisti strada davvero bravi, in particolare restammo stupiti dalle famose statue viventi.

Percorremmo tutta l’interminabile Rambla fino a quando arrivammo in un altra piazza in cui vi è il Mirador de Colom, una grande colonna sormontata dalla statua di Cristoforo Colombo. Il pomeriggio i professori ci lasciarono liberi, così, i ragazzi decidemmo di andare a vedere il Camp Nou, monumentale stadio della squadra di calcio del Barcellona, mentre le ragazze preferirono andare a vedere L’Aquàrium, ovvero, l’acquario del Paese. Ci ritrovammo di nuovo alla Rambla per tornare tutti insieme, professori compresi, in albergo.

Il quarto giorno ci dirigemmo verso nord per visitare La Pedrera, conosciuta anche come Casa Milà, un edificio costruito da Gaudí con la facciata dall’aspetto scavato. Non molto lontano da questo edificio incontrammo un altro edificio denominato Casa Batllò, un fantasioso palazzo sinuoso con tetto a squame di drago, creato anch’esso dall’architetto Antoni Gaudí, oggi divenuto museo. Fu proprio da quelle parti che la prof di francese si accorse che le avevano rubato il portafogli con tutti i documenti ed il denaro all’interno. Purtroppo Barcellona è famosa anche per i borseggiatori.

Quel giorno, nonostante l’inconveniente accaduto alla prof, i professori decisero di portarci in un ristorante tipico catalano in cui avemmo il piacere di gustarci la deliziosa Paella, un piatto tradizionale della cucina spagnola a base di riso, zafferano e frutti di mare, fra i quali gli Scampi talmente buoni che con i miei compagni ce li rubavamo dai piatti. Lo stesso piatto può anche essere servito a base di carne anziché i frutti di mare. La cosa più importante è quella di NON tornare dalla Spagna senza averla almeno assaggiata.

Il quinto giorno ci dirigemmo verso la zona portuale, nel sud-est di Barcellona. Uscimmo dalla stazione metropolitana situata vicino l’arco di trionfo che osservammo compiaciuti. Proseguendo dritto verso sud raggiungemmo Parc de la Ciutadella, un parco creato nella seconda metà del XIX secolo, con zoo, lago navigabile, musei decorati e sentieri rigogliosi.

Dopo un buon pranzo fu tempo di andare a visitare il museo di Picasso, appena a pochi passi dal sopra citato parco. Era abbastanza grande, ben organizzato ed ospitava un’estesa collezione di opere e capolavori di artisti spagnoli. Ai professori piacque molto, a noi alunni un pò meno. Per terminare la giornata turistica facemmo una capatina alla vicina Basílica de Santa Maria del Mar, una chiesa con altissime colonne, 3 navate e grandi finestre in vetro colorato.

Il sesto giorno ci alzammo un pò più tardi e andammo nuovamente nella zona portuale, stavolta però, addentrandoci di più. Infatti, quella zona era una vera e propria attrazione turistica costituita da centri commerciali, bar, ristoranti, parchi, spiagge e c’era anche un rinomato casinò. Passeggiando per i centri commerciali notammo che da quelle parti vi erano diverse discoteche che destarono parecchio l’attenzione di noi adolescenti, in particolare quella che era denominata “Orgasmus”. Beh eravamo pur sempre dei giovincelli. Dopo aver trattato alcuni minuti coi professori riuscimmo a convincerli a farci passare una serata in discoteca, e visto che quella era l’ultima sera a Barcellona non potevamo che andarci quella stessa sera. Così, tornammo presto in hotel per prepararci per la grande serata finale nelle discoteche di Barcellona.

Dopo aver cenato nel ristorante dell’hotel, uscimmo fuori dove ad attenderci c’era il pullman che i nostri professori avevano prenotato. Essendo sera e dato che saremmo tornati di notte meglio avere un mezzo privato, non si sa mai. Era ancora presto per andare in discoteca, quindi, decidemmo di fare una passeggiata alla Rambla, laddove ci accorgemmo che quel posto allegro e divertente che avevamo visto di giorno, si era trasformato in un luogo per spacciatori e prostitute borseggiatrici. Che delusione per dei ragazzi di 18\19 anni.

Giungemmo, così, alle discoteche e cominciammo proprio da quella dal nome “invitante”, ovvero, Orgasmus. C’era molta gente, soprattutto giovani e universitari provenienti da diversi Paesi del mondo. Ci divertimmo davvero come dei matti e andò tutto abbastanza bene anche con la gente, mostratasi perlopiù tranquilla e gentile. Non potemmo restare fino al termine della serata in quanto l’autista era rimasto ad aspettarci nel pullman e ci aveva dato un orario di ritorno. D’altronde lui stava lavorando e doveva terminare il servizio all’orario prestabilito. Soddisfatti tornammo in albergo e terminammo al meglio la nostra vacanza\stage a Barcellona.

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Mi scuso per non aver potuto offrire più informazioni su questo splendido Paese ricco d’arte e cultura. E mi dispiace di non avervi potuto mostrare un numero maggiore di foto, ma 15 anni fa non si aveva l’abitudine di stare sempre col cellulare in mano e di fotografare la qualunque. Oltretutto, la definizione delle fotocamere non era ai livelli di quelle che abbiamo oggi, pertanto le foto che avete visto non sono di ottima qualità. Spero, comunque, che abbiate apprezzato il contenuto e che vi sia d’aiuto nel caso in cui decideste di andare a Barcellona!

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Travel Blogger per passione e amante dei viaggi in solitaria. Il mio sogno? Visitare il mondo intero!

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